Il conto corrente per ditta individuale: guida alla scelta

Le ditte individuali necessitano di un conto corrente per tutte le esigenze bancarie legate alla propria attività professionale.

Conviene aprire un nuovo conto oppure utilizzare quello privato?

L’andamento delle normative che regolano il mercato del lavoro italiano a partire dal secondo decennio del 2000 hanno portato alla presenza di un sempre maggior numero di ditte individuali. Il senso di tali realtà, operanti nei servizi e nella produzione, sfugge a chi non conosce bene le dinamiche di questo mercato: un mercato in cui operano oggi quelli che fino a ieri erano lavoratori dipendenti appartenenti alle più svariate aree lavorative, e che oggi per necessità o per scelta hanno deciso di mettersi in proprio aprendo una partita iva e salutando una volta per tutte la busta paga.

Oltre alla partita iva bisogna associare ad una ditta individuale un conto corrente privato o separato da quello personale, con cui gestire tutte le varie transazioni in entrata o in uscita che fanno parte dei normali cicli finanziari di una ditta.

Da questo punto di vista ci sono due possibilità: o si apre un conto corrente aziendale da dedicare esclusivamente alla propria impresa, oppure si può utilizzare il proprio conto corrente privato; la differenza evidente sta nel fatto che nel primo caso le sostanze derivanti dal lavoro di ditta sono separate da quelle private del lavoratore, e ciò comporta vantaggi e svantaggi.

Il vantaggio è che si ha chiara (anche a livello legale) la differenziazione tra i flussi finanziari privati e quelli derivanti dalla professione, mentre lo svantaggio è che in questo modo si potrebbe dover sostenere le spese di due conti correnti distinti.

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Quali caratteristiche dovrebbe avere un conto corrente per ditta individuale?

Che si scelga per la ditta individuale un conto corrente personale o uno dedicato esclusivamente alla attivtà aziendale, esistono tutta una serie di servizi che dovrebbero sempre e comunque essere garantiti dal conto stesso.

In alcuni casi si tratta di servizi di base come la possibilità di inviare e ricevere bonifici, la gestione dei pagamenti per le utenze collegate alla propria attività professionale, nonché il blocchetto degli assegni e le varie carte (bancomat, di credito e di debito) indispensabili per prelievi e pagamenti.

Esistono poi tutta una serie di servizi addizionali che magari non sono indispensabili se parliamo di conti personali e che invece diventano imprescindibili per un conto connesso ad una attività lavorativa. Pensiamo ad esempio alla possibilità di pagare i tributi in proprio e per via telematica tramite moduli F24 o alcuni strumenti di ricezione dei pagamenti “in loco” come i POS, che permettono ai clienti della ditta individuale in questione di poter pagare le prestazioni o i beni acquistati con bancomat e carta di credito.

Conto tradizionale o conto corrente online?

Nella definizione dei servizi tipici di un conto è importante distinguere il caso di un conto corrente on line da quello di un conto tradizionale.

Nel primo caso infatti, oltre al set di servizi elencati nel paragrafo precedente, saranno messi a disposizione del correntista anche una serie di strumenti che gli permettono di gestire in autonomia il proprio conto 7 giorni su 7 e 24 ore su 24.

I servizi in questione sono quelli che vanno sotto il nome di home banking. Si tratta di servizi che permettono al correntista di avviare diverse operazioni tipiche sul proprio conto via internet, collegandosi via pc o tramite smartphone rimanendo a casa o nella propria sede lavorativa.

I costi di un conto per ditta individuale

I costi di un conto per ditta individuale possono variare da un massimo di un centinaio di euro annui a zero euro. Quello che fa variare il costo è il tipo di conto scelto; se infatti si è optato per forme di conto corrente “completamente” a zero spese, allora tutte le operazioni eseguite sul conto saranno completamente gratuite.

Solitamente i conti online sono anche gratuiti; possono esserlo o al 100% oppure modularsi in un’offerta secondo cui alcune operazioni sono gratuite mentre altre vengono erogate a pagamento.
Al contrario se si è scelta una forma onerosa di conto per allora dovremo aspettarci tutta una serie di spese legate alle varie operazioni portate a termine o legate ai costi fissi del conto stesso.

Come aprire un conto corrente per ditta individuale?

Prima di passare all’apertura di un conto piuttosto che di un altro, è bene mettere diversi conti correnti a confronto, comparando costi e servizi, e scegliere così il miglior conto per il nostro profilo di correntisti, ricordandoci che la soluzione migliore non è per forza quella più economica ma in generale quella meglio in grado di bilanciare i costi con i servizi di cui abbiamo assolutamente bisogno.

Infine, per aprire un conto corrente per ditta individuale sarà necessario fornire alla propria banca due tipologie di documenti: ci sono quelli necessari per il riconoscimento del cliente (ad esempio la carta di identità ed il passaporto) e quelli invece necessari ai fini fiscali (codice fiscale e partita iva).