Cambiare banca: consigli utili

Se, per vari motivi, il vostro conto corrente non risulta più conveniente allora potete prendere in considerazione la possibilità di cambiare banca. La chiusura del vecchio conto e l’attivazione del nuovo sono oggigiorno procedure rapide e praticamente a costo zero.

Perché si dovrebbe trasferire il conto corrente?

Si può iniziare questo paragrafo dicendo, senza timore di smentita, che, almeno se si parla di conti correnti, gli italiani sono un pubblico di pigri. Sì perché è molto raro che un nostro connazionale si decida a cambiare un conto corrente; anche quando quello posseduto non si rivela essere redditizio o peggio ancora diventa troppo costoso, l’italiano medio rimane fermo e fedele alla propria banca. Su questo aspetto, come si dice in gergo, ci hanno marciato per decenni, alzando continuamente i costi e fissando condizioni sempre più favorevoli per il correntista. Oggi la situazione sta leggermente cambiando anche grazie alla presenza delle banche online che hanno fortemente velocizzato i tempi e le modalità per il trasferimento del proprio conto corrente.

Ma perché cambiare banca? Gli esperti di macroeconomia ci direbbero che “il cambio di conto corrente è uno di quei passaggi che aiutano a sviluppare quell’ecosistema competitivo tra le banche che da un lato le spinge a migliorare la qualità dei prodotti finanziari offerti, dall’altro le obbliga anche lavorare sui prezzi offrendo condizioni economiche, di spesa e di guadagno, sempre più vantaggiose”.

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Ovviamente questa coscienza non può essere presente nel singolo risparmiatore, per il quale il trasferimento del conto corrente bancario dovrebbe avvenire solo in seguito a valutazioni ben più spicciole.

Solitamente sono tre le possibili motivazioni che spingono un correntista a cambiare la propria banca online o tradizionale, e sono tre motivazioni che partono da una radice unica che è sempre l’insoddisfazione.

Si può infatti decidere di cambiare banca perché si è insoddisfatti dalla qualità del servizio di quella presso cui è attualmente acceso il conto corrente, o perché si è insoddisfatti della redditività del proprio conto o perché lo si ritiene troppo costoso.

Quando conviene cambiare banca?

Proprio alla luce di questi tre punti principali è possibile sviluppare dualmente una serie di buoni motivi per cambiare banca. Vediamo inizialmente l’aspetto legato al servizio; non è vero che le banche sono tutte uguali.

Se ad esempio la nostra è ancora molto legata ai vecchi schemi di servizio in cui, ad esempio, anche solo per chiedere un estratto conto dobbiamo spendere mezza giornata di lavoro in fila ad uno sportello, allora potrebbe valere la pena cambiare ed indirizzarsi verso forme di conti correnti online in modo da poter gestire il maggior numero di operazioni di routine direttamente da casa nostra.

Allo stesso modo quando si analizzano le offerte delle banche dovremmo sempre prenderci la briga di compararle con quelle che attualmente ci propone la nostra così da capire capire quale banca scegliere per il nostro conto.

Ad esempio quali sono i costi del servizio? Ci sono costi fissi come i bolli governativi e le tasse, o questi sono assorbiti dalla banca? Le operazioni online ed a sportello che costo hanno? I prelievi possono essere effettuati presso tutte le banche italiane ed internazionali gratuitamente o hanno un costo? Associate al conto ci sono carte di credito o prepagate? Qual è il costo di tali servizi?

Come si vede, quando si fa un confronto tra banche,  le domande da porsi sono tante , ma solo quando avremo una piena e chiara risposta a questi quesiti saremo in grado di capire se la nostra è ancora la banca più conveniente.

Come cambiare banca: la procedura

Per effettuare il cambio della banca ovvero per trasferire il proprio conto corrente presso un’altra banca dovremo effettuare due operazioni congiuntamente.

  1. In primo luogo dovremo dare una comunicazione ufficiale alla banca di provenienza del fatto che intendiamo chiudere il conto; tale comunicazione può essere effettuata con raccomandata con ricevuta di ritorno o recandosi personalmente allo sportello. Affinché la chiusura possa concludersi velocemente bisognerà aver cura di non lasciare il conto corrente in passivo, di non avere pagamenti in entrata o in uscita in sospeso, e di restituire tutte le carte in nostro possesso ed eventualmente anche il blocchetto degli assegni.
  2. Successivamente, o anche in parallelo, dovremo procedere all’apertura del nuovo conto corrente. Questa seconda procedura è molto più semplice soprattutto se la banca è online: bisognerà infatti inviarle una copia di un documento di identità e del nostro codice fiscale unitamente al contratto accettato e firmato.È bene eseguire queste operazioni con un certo ordine, ad esempio facendo in modo che non ci si trovi per un certo periodo a non avere nemmeno un conto corrente attivo.

Quanto costa cambiare banca?

Il cambio banca è una operazione senza costi. La banca di provenienza non può applicare penali a chi intende chiudere il proprio conto corrente. Al massimo bisognerà sostenere delle piccole spese per la gestione della pratica ma nulla di più.

Allo stesso modo anche la seconda parte, ovvero l’apertura di un nuovo conto corrente, è un’operazione a costo zero. In questo secondo caso la nuova banca, anche al fine di velocizzare le procedure di migrazione del conto, potrebbe richiedere l’invio di un bonifico dal vecchio conto al nuovo iban. Tuttavia questa non può essere considerata come una spesa visto che si tratta di soldi che comunque ci ritroveremo una volta aperto il nuovo conto corrente.

Bisogna cambiare banca per il mutuo?

Questa domanda sa tanto di legenda metropolitana che è bene sfatare subito dicendo che, a livello legislativo, non esiste alcun obbligo per chi contrae un mutuo presso una banca di aprire un conto corrente nuovo presso la stessa banca. In pratica si potrebbe decidere di continuare a tenere il nostro vecchio conto verso una seconda banca e restituire nel frattempo il mutuo a quella che ci ha erogato il finanziamento.

È anche vero però che molto spesso le banche, anche alla luce di questo regolamento, usano un approccio differente, offrendo alcune condizioni di mutuo vantaggiose solo a quegli utenti che sono già correntisti presso la stessa banca. Lo stesso discorso avviene anche per altre forme di finanziamento come i prestiti personali, i fidi e la cessione del quinto.