Prestiti personali per dipendenti privati: caratteristiche del prestito e modalità di ottenimento

Essere un lavoratore dipendente, cioè assunto da un datore di lavoro diverso da se stesso, è una delle condizioni più vantaggiose per chi è alla ricerca di un prestito personale di qualsiasi entità. Questo non significa però che altre categorie di persone, come ad esempio casalinghe, studenti, pensionati o lavoratori autonomi non possano trovare un prestito personale adatto alle proprie caratteristiche; tuttavia la condizione del lavoratore dipendente, sia privato che pubblico, facilita molto spesso l’ottenimento di un prestito.

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Per quali dipendenti? Attenzione al tipo di contratto

Quando si parla di prestiti personali destinati ai dipendenti privati si tende a fare riferimento ad un lavoratore assunto con un contratto a tempo indeterminato o in alcuni casi anche a coloro che hanno un contratto a tempo determinato. Ciò non significa però che tutte le altre tipologie di contratto, come le collaborazioni, escludano dalla possibilità di ottenere un prestito; semplicemente, la tipologia del contratto influisce favorevolmente sulla possibilità di ottenere un prestito, soprattutto se per cifre importanti.

Tuttavia è bene considerare che il tipo di contratto non è l’unico parametro considerato nella valutazione di un prestito; infatti influiscono in misura importante anche la presenza di ulteriori prestiti, la storia finanziaria del richiedente, così come l’entità del prestito richiesto.

Ogni prestito personale per dipendenti privati, così come per ogni altra categoria, rappresenta un prodotto specifico, con caratteristiche che possono variare a seconda della finanziaria o della banca che propone il prestito stesso. Per questo il confronto tra diversi tipi di prodotti permetterà di rendersi conto delle caratteristiche specifiche di ogni singola proposta di prestito.

Come ottenere un prestito destinato ai dipendenti privati: i documenti richiesti

Ottenere un prestito dedicato ai dipendenti privati è un’operazione molto semplice. In linea di massima viene richiesta la presentazione di un documento di identità e dell’ultima busta paga ricevuta. Ai lavoratori stranieri viene inoltre richiesta al presentazione del permesso di soggiorno non scaduto. A seconda di chi emette il prestito, potrebbero essere richiesti anche altre documenti, come la ricevuta di un’utenza (come una bolletta dell’elettricità, del gas o del telefono) per dimostrare l’effettivo luogo di residenza o più di una busta paga.

A seconda del profilo del richiedente la finanziaria o la banca presso la quale si inoltra la domanda di prestito personale potrebbe richiedere ulteriore documentazione, anche se nella maggior parte dei casi i documenti necessari sono i pochi indicati in precedenza.

Nel caso in cui il profilo del richiedente venga giudicato non idoneo al prestito o a rischio, o ancora nel caso in cui le entrate documentate siano giudicate insufficienti per far fronte al pagamento delle rate, chi emette il prestito potrebbe richiedere la presentazione di una garanzia, come ad esempio una seconda busta paga intestata ad una persona diversa, che in questo caso assume il ruolo di garante del prestito personale.

Un tipo particolare di prestito per i dipendenti: la cessione del quinto

Esiste una particolare tipologia di prestito destinato ai dipendenti privati, denominata cessione del quinto. Di questo tipo di prestito ci occupiamo nella guida dedicata; tuttavia è bene sapere che questa modalità di restituzione del prestito ricevuto può in alcuni casi rivelarsi vantaggiosa per i dipendenti. Il motivo deriva dal suo funzionamento: in sintesi il dipendente riceve lo stipendio periodico (di norma mensile) decurtato di un quinto. Questa somma viene trattenuta dal datore di lavoro che si occupa di inoltrarla alla finanziaria o a chi ha concesso il prestito, senza che il dipendente debba fare nulla dopo l’approvazione della modalità di restituzione.
Nel caso in cui si scelga una cessione del quinto è necessario presentare la documentazione fornita da chi emette il prestito, che richiede che l’autorizzazione al trattenimento della somma venga inoltrata e firmata anche dal datore di lavoro.

La cessione del quinto è di solito concessa ai lavoratori con un contratto a tempo indeterminato o di durata non breve, ma la durata richiesta e le possibilità di erogazione della cessione del quinto sono variabili a seconda della finanziaria che effettua il prestito personale. Questa modalità specifica non viene riservata tuttavia solo ai lavoratori dipendenti del settore privato, ma è estesa anche a quelli del settore pubblico e ai pensionati, cioè a tutti coloro che possono dimostrare un’entrata mensile regolare non derivante da un lavoro autonomo. Per conoscere le caratteristiche specifiche di questo tipo di prestito, così come per conoscere le diverse tipologie di prestiti personali disponibili, rimandiamo alle altre schede presenti sul sito.