Conti deposito: come orientarsi tra le offerte?

Per scegliere il conto deposito migliore bisogna considerare prima di tutto la redditività e i costi e solo secondariamente eventuali incentivi quali ad esempio gadget e promozioni temporanee.

Quali fattori valutare per la scelta?

Se siete interessati ad aprire un conto deposito e date un’occhiata alle varie pubblicità presenti su internet e sui giornali, è molto probabile che finirete per imbattervi su tutta una serie di promozioni sui conti deposito stessi attraverso le quali vengono esaltate quelle che sono le caratteristiche che, secondo le banche, dovrebbero convincervi ad accettare una certa tipologia di conto piuttosto che un’altra.

Tuttavia nel valutare le promozioni di un conto deposito sarebbe meglio affrancarsi da quelli che sono i messaggi pubblicitari e spostare la nostra attenzione da quello che le banche “vogliono” farci vedere a quello che invece ”dobbiamo” vedere.

Partiamo da un punto che prescinde i vari conti deposito e le offerte ad essi dedicate. Il punto è il seguente: a cosa ci serve un conto deposito? La classica promozione su un conto deposito ci invita infatti ad aprirne uno ma non ci spiega il perché.

Il conto deposito è l’evoluzione naturale del conto corrente con un occhio di riguardo verso gli aspetti della redditività. A partire dall’inizio degli anni 90 si è visto infatti che, per tutta una serie di ragioni, i conti correnti non erano più in grado di assicurare ai risparmiatori italiani quel minimo di redditività sulle cifre depositate su cui invece essi contavano.

Conti deposito consigliati

Conto deposito
Caratteristiche
Voto
Attivazione conto
Ing Direct
conto arancio


- Vincolato a 12 mesi Tasso Lordo: 1,2 %
- Non vincolato: Tasso base 0,4 %
Che Banca!
conto deposito chebanca


- Vincolato a 3, 6, 12 mesi: Miglior Tasso : 1,8 %
- Non vincolato: Tasso base 0,5 %

I conti deposito sono nati proprio nell’ottica di colmare questo vuoto lasciato da quello che ieri facevano i conti correnti e le varie promozioni sui conti deposito non sono altro che messaggi che ci propongono un investimento sicuro del nostro denaro secondo uno schema che si differenzia dal conto corrente in quanto non sono previsti quegli strumenti tipici per la movimentazione del denaro stesso come i bonifici, i prelievi ed il libretto dell’assegno.

Mancando questi strumenti, le cifre investite tramite un conto deposito hanno tempi di giacenza più lunghi rispetto a quelli di un conto corrente, ed in questo modo le banche gestiscono i depositi hanno un maggior libertà nel poter investire queste stesse cifre sui mercati nazionali ed internazionali. Una maggior libertà che vuol dire maggiori guadagni per le banche, e maggiori guadagni (sotto forma di interessi) anche per il titolare del conto.

Avendo riscosso da subito un certo successo di pubblico, siffatti conti sono stati presto adottati da quasi tutte le banche italiane, e per questo esistono sul mercato diverse decine di soluzioni di conto deposito e di offerte ad essi dedicate.

Diventa quindi importante dotarsi di un criterio di valutazione che sia allo stesso tempo univoco ed efficace.

Il criterio in questione si basa sull’analisi di due diverse caratteristiche dei conti deposito: la caratteristica della redditività e quella del costo.

L’analisi della redditività sarà molto semplice: dovremo infatti partire da un’assunzione riguardo alla giacenza media di denaro che presumiamo possa essere presente sul conto. Questa sarà la cifra base del nostro investimento. Successivamente dovremo verificare qual è il tasso di interesse attivo netto (attenzione a non farsi ingannare dal lordo) operante sulla base del nostro investimento. Per conoscere la redditività finale del conto non dovremo far altro che applicare il tasso alla base dell’investimento.

Successivamente a questo primo passo non dovremo fare altro che concentrarci sull’analisi dei costi. Quali sono i costi da considerare per i conti deposito? Se nell’analisi della redditività ci siamo riferiti agli interessi netti allora al rendimento prima calcolato dovremo solo sottrarre le varie spese previste dall’Indicatore Sintetico di Costo annesso al conto deposito in offerta. Dovremo quindi sottrarre il totale di questi costi al rendimento netto degli interessi e otterremo quindi il rendimento finale del conto.

Il conto deposito più conveniente? E’ sicuramente quello che spinge al massimo gli interessi generati e mitiga il più possibile i costi.

Regali, gadget e promozioni temporanee: sono importanti?

Se è vero che quello visto sin qui è un criterio di selezione generale che è possibile utilizzare per trovare il miglior conto deposito sul mercato, è anche vero che nel confronto dei vari conti deposito potrebbero intervenire anche promozioni temporanee che esulano dagli aspetti prettamente bancari e che tuttavia potrebbero finire per far propendere la nostra scelta su una soluzione piuttosto che su un’altra.

Accade infatti che le banche modulino conti deposito e promozioni non solo sulla base di fattori numerici come il tasso di interesse e le spese ma anche cercando di attrarre nuovi clienti attraverso sistemi innovativi.

Alcuni esempi? Ad esempio nel corso degli ultimi anni molte banche cercano di rendere più invitante il proprio conto deposito e le promozioni ad esso collegate offrendo la possibilità di ricevere in regalo uno smartphone, un tablet o addirittura un pc a chi accende un nuovo conto deposito.

Quanto influiscono questi “accessori” nella scelta dell’utente finale? Ovviamente il peso di questi “incentivi” è tanto più evidente quanto più le cifre in gioco sono basse. Un piccolo investitore, ovvero uno con un deposito medio di 10 mila euro, potrebbe infatti essere più facilmente convinto dall’avere uno smartphone in omaggio rispetto a chi invece deposita decine e decine di migliaia di euro.

Il primo infatti nella migliore delle ipotesi potrà ambire al più ad un rendimento di qualche centinaio di euro ben corroborato dalla presenza, ad esempio, di uno smartphone il cui costo supera i 300/400 euro. Al contrario i grandi investitori mirano solo agli interessi. Chi deposita 100 o 200 mila euro è focalizzato unicamente sul tasso di interesse attivo netto del conto deposito. A lui non interessano ne le spese di gestione ne gli accessori perché comunque il loro ammontare economico, in somma ed in differenza seconda che sia un benefit o una spesa, sarà comunque inferiore al totale degli interessi generati (diverse migliaia di euro).

Queste considerazioni sono utili a comprendere quelli che devono essere i metri di giudizio nelle offerte dei conti deposito, metri che, come visto, variano in maniera prepotente in base al tipo di investimento per il quale si è deciso di accedere a questo tipo di conti.